Giù le mani da Langone

Ha espresso parola per parola ogni atomo del mio pensiero sui migranti migrati.Lo invito ufficialmente a vedere la mia parrocchia ricavata da un ex poltronificio e che costituisce un unicum a livello nazionale, in questi tempi di capannoni che diventano moschee: niente rito tridentino, panche uguali ma sedie diverse ma un parroco, Don Stefano Pascucci, che è un fedelissimo del Foglio e guai a chi glielo toglie e che quin di è una garanzia, una diga a prescindere.S'incazzerà dapprincipio, Langone, ma non potrà restare indifferente ai dipinti di Don Femicelli, prete-profeta che sta ancora lavorando per noi parrocchiani, da lassù.Il crocefisso ,ad esempio, raffigura un Cristo già trasfigurato,già in fase di ascensionee, pertanto, non intriso di sangue.E' da capire, lo so.. E comunque: W Langone, W il Foglio.